Decreto liquidità: guida ai prestiti garantiti, ecco regole, importi e limiti di accesso

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Le garanzie statali sui prestiti bancari sono un capitolo centrale del decreto Liquidità. I prestiti garantiti con le nuove regole non sono ancora operativi, occorre ancora l’autorizzazione della Ue, l’aggiornamento di alcune procedure interne di banchee l’aggiornamento della piattaforma informatica del Fondo di garanzia. Potranno servire alcuni giorni.

Tralasciando il canale Sace riservato alle grandi imprese entriamo nel merito del canale “Fondo di garanzia”:

Il canale Fondo di garanzia:
Possono accedere ai prestiti garantiti da Fondo di garanzia aziende con meno di 500 dipendenti e lavoratori autonomi. Il prestito non può superare il 25% del fatturato 2019. La restituzione è in sei anni con inizio del rimborso del capitale non prima di due anni (preammortamento). Esistono tre opzioni:

  1. Se il prestito richiesto è inferiore al 25mila euro il Fondo garantirà il 100% e non sarà necessaria valutazione del merito creditizio.
  2. Se il prestito richiesto è tra i 25mila euro e i 5 milioni di euro (tetto massimo) il Fondo garantirà il 90% e la banca potrà istruire una valutazione del merito creditizio.
  3. Se il prestito richiesto è tra i 25mila euro e i 800mila euro e ci si rivolge a consorzi fidi privati (Confidi) che garantiscono per un ulteriore 10% si potrà comunque ottenere una garanzia del 100% (10% Confidi, 90% Fondo di garanzia). In questo caso possono accedere al finanziamento solo imprese, con meno di 500 dipendenti, che abbiano ricavi 2019 fino a 3,2 milioni. E comunque entro il 25% del fatturato, quindi entro un prestito di 800mila euro.

I costi e la durata:
Per tutte le operazioni del Fondo, fino al termine del 2020, l’accesso è gratuito. Per i prestiti fino a 25mila euro è comunque previsto un tasso di interesse, anche se basso, rapporto al Rendistato con una maggiorazione dello 0,2% (si può stimare un valore tra 1,2 e 2%).

Le procedure:
E’ necessario rivolgersi alla propria banca o Confidi.